Environmental Photographer of the Year - 2011


Il concorso Environmental Photographer of the Year, promosso dalla Chartered Institution of Water and Environmental Management, un'organizzazione ambientalista con sede a Londra, premia ogni anno fotografi professionisti e amatoriali che documentano temi ambientali e sociali.
"Homeless"
Fotografia di Chan Kwok Hung

La fotografia vincitrice, scattata dal fotografo cinese Chan Kwok Hung, rappresenta due bambini di Kathmandù, capitale del Nepal, che si uniscono in un abbraccio caloroso, in una discarica.
Homeless è un' immagine straziante che non solo denuncia le condizioni di vita di due piccoli esseri umani, costretti a trascorrere le proprie giornate cercando nella discarica qualcosa da vendere per comprare da mangiare, ma che simboleggia la disperazione e la povertà, e che peraltro rappresenta un terzo dei 13 milioni di bambini del Nepal che vivono in condizioni inimmaginabili e che soffrono di malnutrizione.

Pensiero Fotografico


Serena Evangelista © 2011

Le mie idee si fondono con la fotografia, ecco perché credo in essa.
E' la manifestazione lampante dei miei pensieri, la realizzazione di un concetto insito nella mia mente.

E' una forma d'arte soggettiva, legata alla percezione della realtà. 
La tecnica è necessaria e relativa al contempo. Perchè?

Perchè sono convinta che, al di là delle competenze tecniche, lo scatto rappresenti 
la visione - talvolta,  perchè no - anche contorta, che ogni fotografo ha 
del proprio mondo, interiore ed esteriore.

La fotografia è, per me, l'unificazione dei sensi per mezzo di un solo strumento:
la macchina fotografica.

Essa è un ponte fra due mondi: quello materiale, visibile agli altri,
e quello fatto di idee, di sogni, d'immaginazione, di paura, di rabbia, di rancore.

Serena Evangelista © 2011

Vi"R"aggio...Verso Lourdes


















Temporale Estivo


© Serena Evangelista
2011

© Serena Evangelista
2011
© Serena Evangelista
2011


Diane Arbus (New York, 14 marzo 1923 – 26 luglio 1971)



Diane Arbus

Diane Arbus
 
Diane Arbus


Untitled 1970 - 71

Girl with a Watch Cap, New York City
 
Untitled


Untitled 1970 - 71
 
Child with toy hand grenade in Central Park, 1962

A young Brooklyn family going for a Sunday outing, N.Y.C., 1966

"Credo davvero che ci siano cose che nessuno riesce a vedere
prima che vengano fotografate."
D.A.

"...A Glimpse Of The World..."

"Mammy and baby at work"
© Serena Evangelista 2011
"Hare Krishna"
© Serena Evangelista 2010
"Female Expression"
© Serena Evangelista 2010

"Many Colors In White And Black"
© Serena Evangelista 2011

“...La questione è che non si eludono i fatti, non si elude la realtà com'essa è veramente ... è importante fare delle brutte fotografie. Sono le brutte che mostrano qualcosa di nuovo.
Esse possono farvi conoscere qualcosa che non avete mai visto, in una maniera che ve le farà riconoscere quando le rivedrete.
Detesto l'idea della composizione. Non so cosa sia una buona composizione.
In verità, probabilmente devo saperne qualcosa perché ci ho lavorato parecchio, cercando di scoprire quello che mi piace. Talvolta per me la composizione è collegata a una certa luminosità o a una sensazione di calma, e altre volte è il risultato di certi curiosi errori.
Si possono fare le cose in modo giusto o in modo sbagliato, e alle volte mi piace il modo giusto, altre volte quello sbagliato. Questa è la composizione....
Per me il soggetto di una fotografia è sempre più importante della fotografia. È più complicato.
Penso che la foto sia importante per ciò che rappresenta. Voglio dire che dev'essere una foto che rappresenta qualche cosa. E ciò che essa rappresenta è più importante di quello che essa è. ”

Diane Arbus

Richard Avedon (New York, 1923 - San Antonio, Texas, 2004)




Charles Chaplin,
New York City,
13 settembre 1952

Dovima con elefanti, Abito da sera di Dior,
Cirque d'Hiver, Parigi,
Agosto 1955

Richard Avedon with Veruschka, 1967


Ezra Pound, poeta,
Rutherford, New Jersey,
30 giugno 1958

Image from Harper's Bazaar (1955)


Henry Kissinger, Secretary of State,
Washington, D. C.
June 2, 1976
National Portrait Gallery, Smithsonian Institution

"Richard Avedon studia filosofia alla Columbia University di New York prima di dedicarsi alla fotografia come autodidatta. Nel 1944, incontra Alexey Brodovitch, il leggendario art director di "Harper's Bazaar", con il quale collabora per molti anni. 
Pubblicato nel 1959, il suo libro Observations fa molto scalpore: Brodovitch ne ha curato l'aspetto grafico e Truman Capote il testo. Il volume contiene innanzitutto ritratti di famosa personalità, ma anche alcune immagini con modelli. "Sia clemente con me" ebbe a dire Henry Kissinger, prima di essere ritratto da Avedon. Infatti, è proprio la sua mancanza di riguardi nel portare alla luce, su sfondo bianco, gli aspetti più intimi del soggetto ad attirare su di lui l'attenzione di critica e pubblico.
Grande pubblicità deriva anche dalla sua attività nel campo della moda, in cui egli esprime vivaci e realistiche concezioni visuali.
Abbandona per sempre la fotografia ideata nello studio e porta le modelle sulle strade di Parigi , nei caffè e nei varietà. Dovima con elefanti, Abito da sera di Dior, Cirque d'Iver, Parigi, agosto 1955 è la più celebre fotografia di moda di Avedon e di certo una delle più originali. Essa vive del fascino del contrasto ed esprime ineffabile eleganza. Segna l'inizio di una nuova era della fotografia messa in scena: l'approccio alla moda di Avedon, sempre più minimale con il passare del tempo e vicino a quello dei suoi ritratti negli anni Settanta, diviene esemplare per un'intera generazione di fotografi.
Poco più tardi, sconvolge pubblico e critica con la serie sulla lenta morte del padre Jacob Israel Avedon, dove egli documenta anche il proprio rapporto con il genitore, rubandogli la mimica e le espressioni che ricorda tipiche della sua giovinezza e che caratterizzano la propria visione di lui. Si tratta però anche di una commovente testimonianza della lenta decadenza di una forte personalità e del suo progressivo ritrarsi in se stessa.
Con il libro In the American West, Avedon intende infrangere il mito del West americano, il sacro mondo dell'idillio dei cowboy, per mostrarne un'altra faccia: braccianti e minatori, disoccupati e piccoli impiegati, bianchi, neri, sudamericani. La triste immagine dell'Ovest americano che ne deriva scatena l'indignazione del pubblico e viene recepita come distruttiva.
Seguono una serie sul Louisiana State Hospital, un servizio di fotografie a grana grossa sui malati di mente e, come amara presa di posizione contro la guerra, una sequenza delle vittime del napalm in Vietnam. Sono le uniche sue opere in cui appaia chiaramente la violenza che Avedon ha sempre rifiutato di rappresentare, perchè convinto che le immagini di violenza producano solo nuova violenza.
I suoi schermi fotografici a grande formato costituiscono vere pietre miliari della storia della fotografia. Ritrasse i membri della "Warhol Factory", i "Chicago Seven", la "Ginsberg Family", il "Mission Council" e altri.
Tra i suoi ritratti, particolare rilievo va attribuito a I generali delle figlie della Rivoluzione americana, 1963. Nato evidentemente come preparazione di un ritratto di gruppo ufficiale, affascina per la sua composizione originale e la moltiplicità delle relazioni che legano le persone ritratte, che appaiono per altri versi isolate. Ugualmente insolito è il ritratto di Charles Chaplin, nel quale quest'ultimo si finge un diavolo.
E' lo stesso Chaplin a volerla per esprimere il suo atteggiamento battagliero nel momento in cui è costretto a lasciare gli Stati Uniti a causa delle sue convinzioni politiche. Il ritratto di Ezra Pound completamente chiuso in se stesso, quasi dolorosamente concentrato, è il principale di una serie in cui, di fronte alla macchina fotografica, lo scrittore manifesta anche mimicamente tutta la gamma dei suoi sentimenti e delle sue sensazioni.
Alla caduta del muro di Berlino, Avedon fotografa la folla in festa durante la notte di San Silvestro del 1989. I colori delle immagini della serie della "Porta di Brandeburgo" esprimono una varietà di emozioni: dalla felicità più sfrenata alla paura del futuro. Anzichè un reportage fotografico, Avedon propone una piccola selezione di costellazioni cariche di significati simbolici, che culminano nei contorni minimali di una testa calva contro il cielo notturno.
Recentemente, il fotografo ha realizzato ritratti di personaggi della nobiltà italiana , dove attinge a piene mani alle possibilità offerte dal montaggio fotografico. Che nei primi anni della sua attività Avedon si sia anche occupato del genere del reportage è emerso dalla retrospettiva a lui dedicata nel 1994.
Avedon è considerato uno dei più grandi fotografi viventi. Soltanto a New York, egli può vantare esposizioni al Museum of Modern Art, al Metropolitan Museum e al Whitney Museum of American Art.
Nel 1994, il Museo Ludwig ha organizzato un'imponente retrospettiva e una rassegna delle sue fotografie di moda. Richard Avedon è sempre riuscito a lasciare un'impronta inconfondibile in qualsiasi genere abbia visitato."

FOTOGRAFIA DEL XX SECOLO
MUSEO LUDWIG COLONIA